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Bora-Bora: idilliaca isola tropicale dalle spiagge abbaglianti

 14 maggio 2014
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 Categoria: Isole
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 Scritto da: admin

La perla del Pacifico, la cosa più vicina al paradiso sulla Terra, l'isola dei sogni: tutte queste espressioni sono state usate in riferimento a BoraBora. Per lo scrittore americano James A. Michener era l'isola più bella dei mondo e il modello per la sua isola magica di Bali-h'ai, citata in Tales of the South Pacific ("Racconti del Sud Pacifico") e cantata nella rivista musicale South Pacific di Rodgers e Hammerstein del 1949.


Bora-Bora è un'isola di tranquillità da sogno, nel cuore della Polinesia Francese, una delle più attraenti dei gruppo delle Leeward, nelle Isole della Società. Bianche spiagge luminose, contornate da gruppi di palme, colline verdeggianti e profusioni di vivace ibisco si allungano al fianco di una laguna trasparente come cristallo. Le temperature tropicali, che vanno da 24 a 28 T, sono moderate dalle fresche brezze degli alisei che spirano da levante.


Vi è soltanto un ingresso navigabile attraverso l'anello di isole coralline, conosciute localmente come motus, così la laguna è un porto naturale. Oltre all'isola principale, che è grande all'incirca due volte Gibilterra, vi sono due isole più piccole, Toopua e Toopuaiti, tutte costituite dai residui di un cratere vulcanico eroso. Due aguzzi, frastagliati picchi gemelli dominano BoraBora: il monte Pahia, alto 660 m, e il monte Otemanu, di 725 m. I polinesiani colonizzarono l'isola circa 1100 anni fa, vi sono antichi templi. Uno di questi ha lastre di pietra che recano incise tartarughe sacre.


L'esploratore olandese Jacob Roggeveen visitò Bora-Bora nel 1722, e fu il primo europeo a farlo. L'esploratore e navigatore capitano James Cook avvistò l'isola nel 1769 e gettò l'ancora nel dicembre 1777, all'ingresso del porto. Cook registrò il nome dell'isola come Bola-Bola (che significa "Primogenito"), ma Pora-Pora sarebbe stato più preciso, in quanto i nativi polinesiani non sapevano pronunciare né la "b" né la “l”.


Il primo colonizzatore europeo fu Jarnes Connor, sopravvissuto al naufragio di una baleniera inglese, la Matilda, nel 1792. Sposò una donna polinesiana e si stabilì nell'estrema punta a sud, chiamandola Matilda Point; oggi è conosciuta come Matira Point. L'isola diventò parte della Polinesia Francese nel 1895.


Bora-Bora irruppe all'improvviso nella vita occidentale del XX secolo nel 1928-29, con la prima "invasione" da parte degli americani: gli operatori cinematografici che giravano un film muto intitolato Tabù, la tragica storia d'amore di un pescatore di perle tahitiano che aveva trasgredito le leggi del tabù. Fu un preludio all'arrivo degli americani nel corso della Seconda Guerra Mondiale, quando per quattro anni l'isola fu una base aerea e navale per 6000 uomini; Racconti del Sud Pacifico parla delle esperienze dei militari americani negli anni Quaranta. 1 cinematografari italiani arrivarono a Bora-Bora nel 1979 per girare il film di Dino De Laurentis “Uragano”, rifacimento di un melodramma degli anni Trenta.


La pista d'atterraggio realizzata a Motu Mute durante la guerra fa parte dei moderno aeroporto, da dove i turisti di oggi sono condotti con barche attraverso la laguna al villaggio principale, Vaitape.


Dopo una giornata di sole, sabbia e acqua scintillante, il tramonto tropicale di Bora-Bora è breve e ardente. Lascia l'isola in un'oscurità d'inchiostro, che sembra ingigantire il lamento del vento fra le palme e il frangersi delle onde sulla scogliera coraffina.


Bora-Bora spuntò dal mare tre milioni di anni fa, e una frangia di corallo vi crebbe intorno. I polipi corailini vivono dentro gli scheletri di calcare che essi fabbricano, utilizzando il calcio estratto dalle basse acque tropicali. Gli scheletri di una colonia di polipi formano una barriera corallina. Quando la crosta oceanica si raffreddò, il vulcano cominciò ad affondare, ma il corallo continuò a crescere, lasciando un'isola e una laguna all'interno della barriera. Col tempo l'isola scomparirà, lasciando un atollo: una laguna circondata da scogli corallini.

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