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Le Dolomiti: gli spettacolari picchi calcarei

 07 aprile 2014
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 Categoria: Montagne
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 Scritto da: admin

Scavato dai ghiacciai e corroso dal gelo, lo straordinario profilo roccioso delle Dolomiti fa venire in mente gli spalti merlati di un castello. Questa catena montuosa, situata nell'Italia nordorientale, è costituita da una serie di picchi di calcare dai colori tenui, separati da verdi vallate, una più spettacolare dell'altra.. Ebbero origine da banchi corallini sommersi in mari poco profondi, spinti verso l'alto, con il resto delle Alpi, circa 65 milioni di anni fa.


Una leggenda racconta che questi Monti Pallidi - come all'inìzio era chiamati - acquistarono le loro chiare pareti rocciose quando gli gnomi le ricoprirono con un manto di ragnatele intessute con raggi di luna per fare cosa gradita alla Principessa della Luna, malata di nostalgia, che aveva sposato un Principe delle Alpi.


Quando il geologo francese Déodat de Dolomieu esaminò la roccia negli anni intorno al 1780, scoprì che essa conteneva piccole quantità di magnesio. Da allora, questo particolare calcare è chiamato dolomite, in riconoscimento della scoperta del geologo; durante il giorno, i suoi colori vanno dal grigio chiaro al quasi bianco, ma al tramonto assume spesso sfumature color arancio e rosa.


D'inverno i picchi rocciosi si innalzano solenni dai pendii ricoperti di neve, ma all'arrivo della primavera una scena più idilliaca si presenta allo sguardo. Prati fioriti ricoprono i pendii più alti e fenditure nella roccia ospitano la preziosa flora alpina: le sassifraghe, le stelle alpine e gli anemoni. Uccelli canori fanno il nido nei boschi, e a fondo valle fervono i lavori agricoli. Una rete di sentieri si snoda lungo i pendii inferiori, mentre, più in alto, le mulattiere raggiungono i crinali, offrendo panorami spettacolari agli escursionisti più esperti.


Nel cuore delle Dolomiti si trovano l'Alpe di Siusi, il massiccio del Catinaccio e la Marmolada, con la cima coperta da un ghiacciaio. 9 l'indiscussa regina delle Dolomiti, con la sua parete meridionale che è un ripido strapiombo di 600 m. Gli altopiani dell'Alpe di Siusi sono un paese delle meraviglie con i loro prati fragranti e colorati, incastonati fra le svettanti guglie dolomitiche. Le massicce pareti dei Catinaccio, che risplendono rosse all'alba e al tramonto, si alzano ripide dove una volta - come narra una leggenda - fioriva il giardino di rose di Laurino, il re degli gnomi.


A causa dei complessi avvenimenti storici della regione, molte località hanno nomi sia italiani sia tedeschi: il gruppo dei Catinaccio, per esempio, è anche conosciuto come Rosengarten. Le Dolomiti rimasero sotto il dominio dei Romani per secoli, poi nel XIV secolo divennero parte dell'Impero asburgico, per essere infine restituite all'Itaha dopo la Prima Guerra Mondiale. A sud della Marmolada, le nude cime delle Pale di San Martino dominano le placide foreste dei Parco Nazionale di Paneveggio, che un tempo forniva il legname ai veneziani per la costruzione delle navi.


Arrampicarsi con una scala e un solido bastone.


Isolate dalle altre catene, ma composte della stessa roccia dolomitica, sono le vette merlate dei gruppo dei Brenta. Questi scabri pinnacoli furono scalati nel XIX secolo dai pionieri dell'alpinismo inglese, fra cui Francis Fox Tuckett, che, aiutandosi soltanto con una scala e un robusto bastone, tracciò una nuova via "fra rocce pericolanti e guglie bianche, brune e bronzee". Arrivato sulla vetta, si concesse una bella porzione di carne e una bevuta di vino rosso. Le cime del Brenta sono ancora fra le conquìste più ambite delle Dolomiti.

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