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Il Fujiyama: la montagna più alta del Giappone

 19 marzo 2014
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 Categoria: Vulcani
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 Scritto da: admin

Il Fujiyama è un simbolo del Giappone come lo è il sole nascente. Il suo enorme cono, ammantato di neve per quasi tutto l'anno, si erge maestoso e solitario dalle basse pianure dietro la costa del Pacifico nell'isola di Honsho. Innumerevoli artisti e fotografi hanno reso familiare il suo caratteristico profilo in tutto il mondo, e i poeti hanno tentato di esprimere con le parole la sua magnificenza: tuttavia, in coloro che la visitano, la montagna suscita un senso di timore reverenziale e di meraviglia. Il fascino del Fujiyama deriva da qualcosa di più della sua massiccia, solitaria eleganza; proviene anche dal modo in cui la montagna è in continua trasformazione: le sue luci e i suoi umori cambiano, il margine dei suo irregolare mantello di neve si alza e si abbassa, e le nuvole spesso si addensano fino a far sparire la vetta, con grande delusione di coloro che compiono una breve visita. E sebbene innumerevoli scrittori abbiano proclamato la perfezione geometrica del cono del Fuji, un'altra attrattiva consiste nel suo minimo discostarsi da una perfetta simmetria. Vi è solo una lieve differenza nel modo in cui i suoi fianchi si slanciano verso l'alto e si incontrano non in un punto, ma in una corrugata linea orizzontale.


Infatti il bordo irregolare della vetta è l'orlo di un cratere, perché il Fujiyama, alto 3776 m, è un vulcano: e non estinto. Una serie di eruzioni di lava e cenere hanno costruito questa montagna massiccia, la cui base ha una circonferenza di 125 km. Un'eruzione di cui si ha memoria scritta avvenne nell'800 d.C. e parecchie altre si verificarono da allora fino alla più recente del 1707, quando cenere nera ricadde nelle strade di Tokyo, a circa 96 km di distanza.


I giapponesi spesso si riferiscono alla montagna con il nome di Fuji-san, vale a dire con il titolo rispettoso dovuto a una persona onorevole. Il popolo Ainu, originario del Giappone, considerava sacra la montagna, e il suo nome può essere derivato dal vocabolo fuchi, che in lingua Ainu significa "fuoco". E’ sacra anche per i seguaci dello scintoismo, la religione nazionale giapponese, nella quale sono venerati gli spiriti della natura, gli antenati e i grandi personaggi storici e per i buddisti.La Fuji-ko (Società dei Fuji) è una setta religiosa dedicata alla montagna; è stata fondata nel 1558 e annovera attualmente molti seguaci.


Artisti buddisti hanno spesso dipinto paesaggi dal lago Kawaguchi, dove il Fujiyama si specchia nelle acque immobili. Il lago è uno dei cinque sparsi in una zona ricca di foreste, corsi d'acqua e cascate dove, nonostante le sovrastrutture turistiche, il Fuji può essere ammirato in tutta la sua imponenza. Insieme alla vicina linea costiera, la montagna, i laghi e le foreste costituiscono uno splendido parco nazionale, visitato ogni anno da ben 80 milioni di persone: l'equivalente di due terzi della popolazione giapponese.


Almeno 250 mila persone, fra questa immensa folla, salgono lungo i pendii del Fujiyama. La montagna è da secoli meta di pellegrinaggio, per lo meno per gli uomini: le donne vi sono ammesse solo dal 1868. Ogni pellegrino trasporta una pietra, un modo simbolico per sgravarsi del peso dei peccati commessi in questo mondo.


Molti dei visitatori odierni vengono in luglio e agosto, quando la vetta è quasi libera dalla neve, e percorrono uno dei sei sentieri ben tracciati che conducono alla cima. In mezzo agli escursionisti, sono alcuni pellegrini Fuji-ko, vestiti bianco. Escursionisti e pellegrini passano dalle pinete e dalle foreste di larici, dove ciliegi e azalee fioriscono in pri vera, ai declivi più alti, spazzati il vento, dove soltanto i bassi cespugli p! robusti riescono a far presa nel terre' con le radici.


L'ascensione si fa sempre più ardua, il tempo può cambiare improvvisamente, diventando sempre più freddo man mano che ci si avvicina alla vetta, dove persino in agosto la temperatura può essere solo di 6°C circa.


Nel tratto finale, i sentieri si inerpicano su pendii disseminati di massi fino alla sommità del vulcano: l'orlo dei cratere. Otto picchi, i cosiddetti "otto petali dei Fuji", si levano dall'irregolare orlo circolare, dando alla cima il suo caratteristico aspetto dentellato. Anche il cratere largo all'incirca 700 m e noto come Nai-in ("Santuario"), è venerato.


Molti visitatori compiono la lunga salita di notte e raggiungono la cima in tempo per vedere l'alba. Alla fine della fredda estiva, il sole non ancora sorto getta brevemente nel cielo splendidi sprazzi di lore purpureo, rame e rosso prima di spuntare sopra l'orizzonte. Non appena la luce aumenta, si possono ammirare suggestivi panorami sui laghi e sulle foreste fino alla linea costiera, paragonati da uno scrittore a una "pennellata di inchiostro rosso”.

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